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Il colore viola

La terra era stanca, da mesi il sole era stato un padrone severo, disegnando crepe simili a ragnatele, gli agricoltori guardavano il cielo ogni mattina, cercando una nuvola, un segno che alleviasse la sete della terra. Una sera d’improvviso, l’aria cambiò, un odore pungente di polvere bagnata e forti tuoni annunciarono l’evento. Dapprima poche gocce, poi sempre più grosse, l’acqua che batteva sui campi come le dita nervose di un pianista che esegue il brano “Rag 3”, celebre per la sua difficoltà titanica e per il flusso ininterrotto di note che crea un senso d’urgenza e d’ansia, le foglie dei carciofi prima polverose si risvegliarono sollevandosi per accogliere l’acqua. La terra assetata emanò un profumo intenso.


Il vecchio contadino, fermo, appoggiato alla grande ruota del suo trattore, con un ombrello in mano, fumava in silenzio, osservava la scena, sapeva che quell’acqua non sarebbe finita tra qualche ora. Tornò a casa e l’indomani accompagnato da uno dei suoi lavoranti si fermò nuovamente ai bordi del suo terreno, vide la campagna trasformata, quella pioggia tanto attesa, che sembrava ridare speranza ad un ottimo raccolto, continuava a cadere, ma non era più una dolce sinfonia, le pozzanghere sempre più grandi affogavano le file di carciofi, la distesa di carciofi era diventata un’immensa distesa d’acqua.

Tornato il giorno dopo, ed il giorno dopo ancora, la situazione invece che migliorare era peggiorata, le piante stressate dal caldo, improvvisamente affogavano, trenta giorni d’acqua continua, erano troppi per chiunque, metà del raccolto andrà a male e i conti si faranno più avanti, quando la terra avrà assorbito buona parte dell’acqua e il cielo tornerà sereno. Dicono che nella lettura della Bibbia, la pioggia è simbolo della potenza di Dio, che con la pioggia disseta la terra e la rende feconda, ma stavolta l’ha resa ubriaca.


Vecchie strade non aprono nuovi sentieri, ma l’amore, la dignità per la propria terra, per il proprio lavoro sono un esercizio che salveranno dalle ostilità questo territorio. Sembra un racconto di vicende bucoliche, tratte da chissà quale libro, è invece il racconto di quello che è successo in questo ultimo mese nel territorio di Samassi e d’intorni. Un luogo a me caro, un posto dove nel prossimo mese di marzo farò un nuovo importante evento, dove presenterò la mia nuova “Home Fragrance”.


Il nome “VIOLETTO di Samassi” una fragranza di nicchia come di nicchia è la sua coltivazione. Il Violetto arrivato dalla Provenza intorno agli anni ‘60 si è diffuso nel territorio e successivamente per renderlo conosciuto e famoso per le sue caratteristiche organolettiche. Persone che hanno creduto fermamente in questa coltivazione, Vincenzo Sanna (94 anni) e Gildu Mancosu (102 anni) hanno raccontato in un docufilm il loro viaggio in Provenza per procurarsi il materiale vegetale fino alla diffusione su tutto il territorio samassese. Sono rimasta entusiasta a guardare quelle immagini in bianco e nero degli anni Sessanta, e allora via alla fantasia, poi diventata realtà. Ho presentato la mia idea, quella che sentivo fosse la più rappresentativa: Calendula fragranza fresca e floreale, pungente quasi balsamico. Primula rossa (foglia) caratterizzata da una fragranza dolce, fresca leggermente floreale con un sottotono verde terroso quasi lattiginoso. Note salate fresche che mi ricordano il maestrale di Sardegna con accordi acquatici ozonici. Infine, il Carciofo con le sue note verde, aromatica e naturale, col suo profumo inusuale.

Ecco “VIOLETTO di Samassi”- Home Fragrance, dedicato alla passione, all’amore per la terra, ai sacrifici di chi sta nei campi, ai giovani che si avvicinano o tornano alla terra, a questa fragranza identitaria, cruda e vera come la Sardegna. Quale miglior invito potevo ricevere?


Grata a chi ha creduto in me e pronta a mettermi in discussione come sempre. Vi do appuntamento e vi aspetto a Samassi, 40 chilometri da Cagliari, alla Sagra del Carciofo 2026 il 14 e 15 marzo, a prestissimo.


Beatrice

 
 
 

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