Allons enfants…..
- Beatrice Granucci

- 4 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min
Un viaggio a Parigi è un’emozione che inizia molto prima della partenza, fatta di pianificazioni, sogni, speranze. Non è la prima volta che mi reco a Parigi, ma è la prima volta che ci vado da spettatrice interessata, in occasione della “Paris Perfume Week”. Un fitto programma di incontri, conferenze, masterclass mi attendono, l’arte del profumo apre le sue porte al Palais Brongniart.
L’ex palazzo della Borsa mi accoglie imponente ed austero e i primi minuti li passo col naso all’insù, piacevolmente colpita da affascinanti ricordi di tanta storia, mentre nell’aria le varie fragranze si intrecciano come le onde del mare in tempesta, sì mi dico tra me e me, sono capitata nel posto giusto, sono nel mio mondo, c’è una tenera emozione che prevale, ma la vista di persone conosciute mi mette subito a mio agio.
Il mio percorso di ricerca tra le eccellenze della profumeria artistica contemporanea inizia ad aprire le sue pagine come un libro d’avventure. Accordi inediti, visioni creative, tutto quello che l’artigianalità e la sua evoluzione sono capaci di esprimere sono l’obbiettivo di questi incontri. Una miscellanea di lingue, grazie a un pubblico volutamente ampio come profumieri, distributori, creatori, studenti, fondatori di marchi rende il profumo un evento culturale più ampio del prodotto in sè stesso. Fragranze, tante, esperienze sensoriali presso atelier storici, il legame tra profumo e la chimica, i successi commerciali che privilegiano il profumo come forma d’arte e cultura, le riedizioni di fragranze del passato, le ultime evoluzioni dove vengono celebrate le materie prime di altissima qualità, interpretazioni moderne di accordi classici, una visione a 360 gradi sul mondo dell’olfatto, un mondo vibrante e dinamico.
Sono state giornate intense, dedicate alla scoperta olfattiva e non solo, osservare i nuovi packaging, rubare con gli occhi, oltre che con il naso, osservare per prendere spunto e dare nuove idee alle mie piccole produzioni, il ritorno del porta profumo da borsetta, dell’oggetto da indosso come i “bussolotti” di Caterina de’ Medici, tutto torna, tutto è storia. E poi gli incontri sempre piacevoli con Meo Fusciuni nel suo onirico stand, scoprire come sempre il modus operandi di ogni sua produzione, del suo attraversare le emozioni, i suoi racconti prima di ogni fragranza. Con Ouder, mi sono sentita a casa, due chiacchere, un sorriso, l’essere compresi, riconosciuti fa sempre una certa impressione, certo che i profumi sono un potente strumento di contatto. Inusuale ma ben definito un incontro particolare con un brand che arrivava dall’altra parte del mondo, un richiamo forte per me, un brand Brasiliano “Granado”, un marchio storico, fornitore ufficiale della famiglia Imperiale Brasiliana fin dal 1870, le sue collezioni variano dalle fresche acque di colonia agli intensi Eau de parfum. Ho potuto olfattare il loro “Madre Perola” ( Madre Perla), una nuova fragranza dove Pepe nero, Incenso, Limone, Fiore d’Arancio, Tuberosa, Sandalo e Muschio esprimevano e descrivevano un profumo floreale legnoso e speziato, ispirato alle mattine in riva al mare, alla luce del sole sulla pelle, a quell’odore unico di Brasile che solo chi vi è stato sa riconoscere. E’ stato un doppio piacere perché ho conversato con loro in portoghese, quasi come un ambiente umano di appartenenza, di benessere emotivo, una bellissima sensazione.
Che bella esperienza questa settimana del Profumo, sinceramente la Senna l’ho vita poco o nulla , la torre Eiffel solo in lontananza, ma è bello ogni tanto immergersi nella Parigi del quotidiano, inondata dal sole, l’arte e la moda presenti in ogni angolo, ma l’interno del palazzo è stato un pullulare di eventi e persone, quasi un grande mercato, a qualcuno potrà non esser piaciuto, sicuramente visto l‘interesse ci vorrebbe uno spazio più ampio, ma che bello vedere questo fermento positivo, questo interesse sempre crescente per questo mondo del profumo.
E allora, “Allons enfants” nel creare una nuova spinta, una nuova linfa, per rendere unico questo profumatissimo evento. Torno in albergo stanca come ogni sera, ma felice. Ripreparo i bagagli, pieni non solo di biancheria ma di tanti ricordi, indimenticabili incontri, di nuove idee, chiudo dietro di me la porta della mia camera, sapendo che ci sarà un’altra occasione per riaprirla, vorrà dire che sono ancora qui col mio naso, pronta a nuove emozioni olfattive.
Alla prossima, Beatrice




















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