Una lunga storia d’amore
- Beatrice Granucci

- 9 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Che fretta c’era maledetta primavera ……intonava cosi circa quarantacinque anni fa una hit del nostro panorama musicale italiano, bene dico io finalmente, ecco: qua. Abbiamo visto in questo lungo inverno tanta acqua da desiderare di essere a Doha o nel deserto del Sahara per qualche mese, abbiamo superato le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali di Milano / Cortina, il Festival di Sanremo, il Referendum, siamo purtroppo diventati spettatori paganti di una guerra a cui mai ci saremo sognati di assistere.
Abbiamo iniziato l’inverno con la scomparsa di Ornella Vanoni e l’abbiamo chiuso con quella di Gino Paoli, e in mezzo se n’è andato pure Robert Redford, un “Come eravamo“ niente male. Una lunga storia d’amore infinita…….eppure sotto le ceneri di questo inverno, covava una voglia di nuovo, di nuovi incontri, nuove emozioni, nuovi percorsi, nuove sensazioni, nuove fragranze.
Un movimento di “nasi”, da nord a sud, dai più bravi ai meno bravi, dai più grandi a quelli che lo stanno per diventare, s’è fatto avanti, come un esercito della anticaRoma in schieramento a testuggine. Fiere, incontri, nuove proposte, tante variazioni sul tema ma sempre con lo stesso spartito.
Finalmente il sole torna a brillare, finalmente posso immergermi nel mio mondo profumiero, ma sentivo il bisogno di un’approvazione, di formulare e riformulare, di essere accompagnata nei momenti più importanti di questo inizio di stagione, volevo lasciare un’impronta, una traccia del mio percorso olfattivo.
Il profumo sviluppa lentamente, non c’è mai fretta nel farlo, nel proporlo, e quest’anno sarà così, avere contatto con chi vuole creare, avvicinarsi, esplorare il mondo che ci sta intorno, non sarà certo una scelta di rottura col passato, ma un’introduzione ad un nuovo lavoro, dove l’unico obbiettivo sarà l’entrare in contatto attraverso il senso dell’olfatto, la perfetta fusione tra corpo ed essenza. La percezione olfattiva sarà la base su cui costruirò il mio 2026, ho già iniziato; Grazzano Visconti col suo Aloisa, Samassi col suo Violetto, la Badiola coi suoi incontri esperienziali e poi tante altre iniziative a venire.
Fragranze caratterizzate dai nomi ermetici, difficili, perché la tavolozza di un buon profumiere è composta da migliaia di sostanze, tanto quanto quelle di un vocabolario, nomi latini, greci, francesi, ma la fragranza principale sarà come sempre la proposta personale, che andrà a colpire l’olfatto del consumatore finale, come dire: Se devi innamorarti, innamorati di me e del mio profumo.
Alla prossima,
Beatrice.
















Complimenti per gli eventi di questo inverno , di tutto rilievo .