La pazienza del bambù
- Beatrice Granucci

- 13 minuti fa
- Tempo di lettura: 2 min
Molte volte, immersi in pensieri negativi, pensiamo che qualche piccola sconfitta, sia la prima di una lunga serie, pensiamo e ripensiamo, a quali siano stati i passaggi sbagliati per raggiungere la giusta formula. Non esiste la formula giusta per tutto e per tutti, non siamo né Archimede né Eta Beta, che nei giornalini di Topolino risolvevano qualsiasi enigma. Una storia antica, ci ricorda che superare i momenti di sconforto, quando non si vedono risultati, sta nelle cose della vita.
Siamo in un piccolo villaggio, tra le montagne dell’estremo oriente, un uomo scoraggiato dai propri fallimenti, si reca in un tempio a parlare con un vecchio saggio, per trovare conforto e aiuto. Il vecchio saggio gli mostra una felce e un bambù, gli spiega che, piantati insieme, la felce è cresciuta subito rigogliosa coprendo il terreno, mentre dal seme del bambù non è spuntato nulla per sei mesi. Attento a non perdere una sola parola di quel racconto, gli occhi dell’uomo prima svuotati, sembrano ora illuminati, mentre il vecchio prosegue il suo racconto.
Durante quei sei mesi, il bambù non è rimasto immobile, ma ha sviluppato un sistema di radici immenso e fortissimo per sostenersi. Al settimo mese, il bambù è germogliato e in pochi mesi è cresciuto fino a raggiungere i 30 metri d’altezza. Il vecchio saggio ponendo la mano sulla spalla dell’uomo, gli spiega il messaggio di quel racconto, il tempo passato a non vedere risultati non deve abbattere, ma serve a creare le radici per il successo futuro.
L’uomo raccolte le sue cose ringraziò il vecchio saggio e si incamminò, senza mai guardarsi indietro, facendo ritorno al suo villaggio, carico di una forza invisibile che la lezione motivazionale del vecchio saggio gli aveva lasciato.
Questo è un racconto inventato di sana pianta, serve però benissimo a rappresentare il bambù, pianta arbustiva, sempreverde, rigogliosa, resistente che con i suoi nodi e internodi si allunga come un cannocchiale telescopico, quasi a voler toccare il cielo.
Questo lo spunto, l’inizio della mia ricerca, che mi porterà a quell’accordo olfattivo di fragranze, combinazione di più note ed essenze, che serviranno quale punto di partenza per creare “BAMBU’ 1884” Home Fragrance.
Un racconto olfattivo che avrò il piacere di esporvi a Viterbo, presso l’Orto Botanico “Angelo Rambelli” in collaborazione con l’Università degli Studi della Tuscia, il 23 e 24 Maggio prossimi, io e “La Pazienza del Bambù” vi aspettiamo.
Alla prossima,
Beatrice













Commenti